Mese Settembre

Ogni giorno noi parliamo di Maria; ci stringiamo attorno ai suoi altari; ci gloriamo di essere suoi figli e di appartenere ad associazioni che promuovono il suo culto. E tuttavia quanto poco la conosciamo! Abbiamo appena qualche idea di ciò che ella è per Dio e per noi nell’ordine della fede. A quanti cristiani l’augusta Vergine potrebbe rivolgere il rimprovero che il Signore fece un giorno al suo popolo per bocca del profeta Isaia: “Il bue conosce il proprietario e l’asino la greppia del suo padrone; ma Israele non mi conosce e il suo popolo non mi comprende” (Is. 1,31).
Vogliamo evitare che  queste parole umilianti possano essere dirette anche a noi? Cerchiamo allora di approfondire la conoscenza della nostra Madre e Regina. Impariamo a conoscere Maria.

È necessario conoscere Maria

Siamo convinti che la conoscenza di Gesù Cristo è una condizione indispensabile alla salvezza. Egli solo, infatti, come “unico Mediatore fra Dio e gli uomini”, ha pronunciato per noi “parole di vita eterna” (Gv 6, 68). Da lui deriva “ogni nostra capacità” (2Cor 3, 5). Infine lui solo può salvarci e ci salva.
Ma senza recare pregiudizio a questa verità fondamentale noi siamo altrettanto convinti che la conoscenza di Maria è una condizione  molto importante per la nostra salvezza, perché, come dice s. Bernardo, l’augusta Vergine è “la ragione della nostra speranza”.

L’insegnamento della Chiesa

Su questo punto la Chiesa ha formulato con sufficiente chiarezza il suo pensiero. Ce e offre una prima prova nello zelo con cui ha sempre reagito contro quegli innovatori temerari che nel corso dei secoli fino ai nostri giorni hanno osato contestare a Maria le sue gloriose prerogative. Si sa come la Chiesa li abbia sempre condannati senza mezzi termini, dopo inutili tentativi per aprire i loro occhi sulla verità. La posizione della Vergine nell’ordine della salvezza è talmente collegata con quella del Cristo che attaccare l’una significa combattere l’altra. In una parola: non è possibile essere cristiani se si pretende di separare il Figlio dalla Madre.
Ma la Chiesa ci manifesta con chiarezza di credere nell’importanza della conoscenza di Maria ai fini della nostra salvezza soprattutto attraverso il suo comportamento pratico. Dappertutto la vediamo associare il nome di Maria a quello del Salvatore. È ciò che si verifica nell’ufficio divino e nella sacra liturgia. Con una specie di compiacenza la Chiesa applica ai diversi misteri della vita di Maria tutto quello che lo Spirito ci ha rivelato nelle Sacre Scritture a proposito della sposa del Cantico dei cantici, della Sapienza increata e delle sue divine operazioni. Come se tutto questo non bastasse, dopo avere a poco a poco fissato in onore della Madre tutte quelle feste che aveva istituito in onore del Figlio; dopo aver sostenuto ed arricchito di benedizioni le pie associazioni che hanno la finalità di far conoscere, amare e servire Maria, la Chiesa ci rammenta continuamente che dobbiamo considerare la Vergine come “la madre della grazia, la porta del cielo, la salute degli infermi, il rifugio dei peccatori”, la forza, la speranza, il soccorso e la vita dei cristiani.
Nell’ordine della salvezza tutto ci viene tramite Maria, questa certezza consegue dall’insegnamento e dalla prassi della Chiesa. Questa è la verità predicata dai nostri Padri nella fede, in modo particolare da Ambrogio, Agostino, Bernardo… Andare a Gesù per mezzo di Maria: ecco un sacro dogma tanto caro a tutti i secoli cristiani, ma che il nostro secolo in modo particolare sembra aver ricevuto la missione di verificare. Ecco la parola della tradizione, la parola del cielo ed il grido di speranza della terra.

 

(p. Gugliemo G. Chaminade: “La conoscenza di Maria”)

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