Mese Marzo

 

FESTA DELL’ANNUNCIAZIONE

 

È una festa che ha avuto sempre particolare rilevanza nel calendario liturgico, a motivo del grande mistero di misericordia e di amore. Gesù è il protagonista, è “sempre” il solo e vero protagonista in tutta l’opera dell’umana Redenzione.

Là nella Galilea, dentro l’umile casa di Nazaret, accanto all’arcangelo Gabriele ed a Maria che riceve l’annuncio, è Lui che bisogna intravvedere con gli occhi attenti della fede.

Non temere, o Maria… Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù”. Questo è l’annuncio: concepimento e parto verginale del Figlio stesso di Dio.

Mistero grande, sublime è quello dell’Incarnazione. In esso noi dobbiamo sempre vedere Gesù, come il Figlio di Dio che si incarna,ed accanto a lui Colei che coopera all’incarnazione donandogli con amore di madre la stessa sua carne. L’annunciazione del Signore nulla detrarrà alla funzione ed al merito di Maria, che “proprio per la sua maternità” sarà insieme col suo Figlio divino benedetta nei secoli.

Nell’Annunciazione, si è avuto l’inizio della redenzione del mondo: l’Emmanuele, Dio con noi, “è quel Cristo” che nella lettera agli Ebrei parla al Padre: “Tu non hai voluto né sacrifico né offerta, un corpo invece mi hai preparato. Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora ho detto: Ecco io vengo… per fare , o Dio, la tua volontà”. (Eb. 10, 5-7).

La redenzione del mondo è legata a quel corpo ricevuto da Maria ed offerto nel sacrificio della croce, divenuto poi il corpo della risurrezione.

Nel suo stesso inizio, la redenzione del mondo è legata ad una parola che fa echeggiare la mirabile obbedienza di Cristo nella santa “obbedienza della Vergine di Nazaret”. Proprio a lei si svolge l’annunciazione di Gabriele. Proprio lei sente la decisiva risposta dell’angelo, alla principale domanda: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio”.

E proprio Lei, Maria di Nazaret, “accoglie” quella risposta ed accoglie nel suo grembo e nel suo cuore il Figlio di Dio come Figlio dell’uomo. E in Lei “il Verbo si fece carne” dopo quella sua parola d’obbedienza in sintonia con Cristo.: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”.

Di Lei, prima redenta, Dio fece la porta di ingresso del Redentore nel mondo.

(dai pensieri di Giovanni Paolo II)

 



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