Mese Maggio

 

 

COLEI CHE HA CREDUTO

(Visitazione-31 maggio)

“Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo” (Lc 1,42).



Le parole che Elisabetta rivolse alla Vergine nel giorno della visitazione salgono spontaneamente alle nostre labbra mentre testimoniamo la nostra riconoscenza alla Madre celeste per quanto Ella ha fatto e continua a fare.


“Beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore” (Lc 1,45). Così disse Elisabetta, rispondendo al saluto della Madonna. Sono parole dettate dallo Spirito Santo. Esse mettono a fuoco la virtù principale di Maria: “la fede”.


I Padri della Chiesa si sono soffermati a riflettere sul significato di tale virtù nella vicenda spirituale della Vergine e non hanno esitato ad esprimere valutazioni, che a noi possono apparire sorprendenti.


Basti citare per tutti sant’Agostino: “La sua parentela di madre non avrebbe recato alcun giovamento a Maria, se Ella non avesse portato più riccamente Cristo nel cuore che non nel corpo”.


La fede consentì a Maria di affacciarsi senza timore sull’abisso inesplorato del disegno salvifico di Dio: non era facile credere che Dio potesse “farsi carne” e venire ad “abitare in mezzo a noi”, che Egli cioè volesse nascondersi nell’insignificanza del nostro quotidiano, vestendosi della nostra umana fragilità, soggetta a tanti e così umilianti condizionamenti.


La madre del Battista per prima inizia a proclamare Maria, che è venuta, umile e pudica, a prestarle i suoi servigi. Per prima inizia a proclamare, nella storia della Chiesa, le meraviglie che Iddio ha operato nella fanciulla di Nazaret, e vede pienamente realizzata in Maria “la beatitudine della fede”, perché essa ha creduto nell’adempimento della parola di Dio.


La festa della Visitazione ci presenta un altro aspetto della vita interiore di Maria: il suo atteggiamento di umile servizio e di amore disinteressato per chi si trova nel bisogno.


“Gioiosa di compiere il suo desiderio, delicata nel suo dovere, premurosa nella sua gioia, si affrettò verso la montagna. Dove, se non verso le cime, doveva tendere premurosamente Colei, che già era piena di Dio? La grazia dello Spirito Santo non conosce ostacoli che ritardino il passo” (sant’Ambrogio).


Maria è il modello primordiale della Chiesa che cammina sulla via della fede e sulla via della speranza. Sul cammino della fede, della speranza e della carità.


Per la sua fede ed obbedienza generò sulla terra lo stesso Figlio di Dio… quale Eva novella credendo non all’antico serpente, ma al messaggero di Dio. Diede poi alla luce il Figlio, che Dio ha posto quale primogenito tra i molti fratelli, cioè tra i fedeli, alla rigenerazione e formazione dei quali essa coopera con amore di madre.


E come quella di Maria, in servizio di premurosa carità presso la congiunta Elisabetta, sia la vostra missione presso il prossimo: ripiena di Dio per la grazia che l’attiva e la guida, sollecita per l’amore che la distingue, disinteressata perché aliena da ogni umana ricompensa, discreta per l’intimità del messaggio che deve recare.


(Giovanni Paolo II)


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