Mese Luglio

 

MADONNA DEL CARMELO



I Carmelitani celebrano ogni settimana, di sabato, la commemorazione liturgica di Maria.
Nella seconda metà del ‘300, ebbe inizio in Inghilterra una “solemnis memoria beatae Mariae virginia”. Essa man mano andò assumendo una fisionomia completa anche nelle varie parti liturgiche, con l’oggetto preciso del “ricordo e del ringraziamento dei benefici impartiti da Maria al Carmelo e quale esaltazione della Patrona”.
E chiaro che la festa voleva essere un riconoscimento a Maria quale autrice “della pace” dell’Ordine dalle lotte esterne, incontrate in Europa, dopo la fuga dalla Palestina invasa dai Mussulmani. In Europa, infatti, non si voleva dare spazio a questo nuovo Ordine eremitico. È importante sottolineare che la primitiva data della festa – 17 luglio sembra richiamarsi alla data dell’ultima sessione del concilio di Lione (17-7-1274) nella quale si decretò: “Concediamo all’Ordine Carmelitano di rimanere nel suo stato attuale, finché non si decida altrimenti”. Decreto che lo salvò dalla soppressione.
Nell’intenzione originale l’oggetto della festa è perciò molto chiaro: la “celebrazione dell’amore della Patrona”.
Soltanto in seguito la data venne spostata al “16 luglio” per ricordare l’apparizione di Maria a San Simone Stock, superiore dei Carmelitani. In quel momento di grande difficoltà per l’Ordine, verso il 1251 la Santa Vergine avrebbe promesso il suo intervento in favore dei suoi “fratelli” e dato lo Scapolare come segno della sua particolare intercessione.
Comunque nel ‘500 la festa – già diffusa in altre nazioni europee e nella stessa America – pur non perdendo la fisionomia primitiva di “celebrazione di Maria Patrona”, assunse gradualmente, fino a prevalere, il carattere di “festa dell’abito” contribuì a ciò il moltiplicarsi dei fedeli che, specialmente in Spagna ed in Italia, venivano aggregati all’Ordine per mezzo dello Scapolare – segno di devozione alla Vergine ed insieme della sua protezione nell’ora della morte.
Ciò che ulteriormente accentuò tale nuovo carattere fu pure la cosiddetta “Bolla Sabatina”, con cui Papa Giovanni XXII (1322) riferisce di una sua visione della Vergine. Ella avrebbe promesso la liberazione dal purgatorio il primo sabato dopo la morte per i Carmelitani e anche per i “confratelli” dell’Ordine, che avessero osservato la castità del loro stato recitato alcune preghiere e portato l’abito del Carmelo.
L’abito, che all’inizio indicava specificamente il mantello, presto venne inteso solo come “Scapolare”. È certo che le due asserite promesse a San Simone (salvezza eterna) e a Giovanni XXII (liberazione dal purgatorio il primo sabato dopo la morte) incisero molto sulla diffusione della devozione alla “Madonna del Carmine” (com’è più usualmente chiamata tra i fedeli) e sul moltiplicarsi di “confratelli” aggregati all’Ordine, mediante il piccolo abito (“abitino”) o Scapolare.
Non è quindi strano che la celebrazione del 16 luglio sia imposta gradualmente come “festa dell’abito”, fino a divenire nel 1606, “Festività delle Confraternite Carmelitane”. Tale festa, dapprima diffusasi spontaneamente in molte nazioni – ed anche nei riti mozarabico, caldeo, maronita, ambrosiano greco-albanese -, nel 1726 venne estese da Papa Benedetto XIII a tutta la Chiesa.
Si tratta di una celebrazione che direttamente riguarda soltanto un Ordine religioso e quanto ad esso s’aggregano per amore di Maria, alla quale l’Ordine è dedicato per mezzo del segno dello Scapolare. Tale segno è, insieme al rosario, il più diffuso nella pietà dei fedeli di tutto il mondo. In certe regioni di Spagna e d’Italia viene ancora oggi consegnato dopo il battesimo; in alcune nazioni d’America fa parte della tradizione cristiana, tanto che col 16 luglio termina il precetto pasquale; in molte zone dell’India del sud è segno di appartenenza alla chiesa cattolica.
La celebrazione della Madonna del Carmelo – quindi – è la festa dell’Ordine Carmelitano e di quanti sono uniti al Carmelo nel riconoscere Maria quale sorgente di ogni bene in Cristo, e quale modello evangelico nel vivere l’ideale della preghiera contemplativa.
Contemporaneamente la festa predica la certezza di fede nell’aiuto di grazia di Maria. l’amore particolare e la fedele imitazione danno sicura speranza che Colei che ha l’ufficio di essere “Madre dell’Ordine della grazia…, ha cura dei fratelli del Figlio ancora peregrinanti e posti in mezzo a pericoli ed affanni, fino a che non siano introdotti nella patria beata” (LG. 61, 62).
Ella sarà segno di sicura speranza e consolazione per coloro che, attraverso l’umile “segno” della particolare dedizione, cercano di rifletterne la presenza nel mondo, sia in mezzo alle prove della vita, sia nei dolori dell’ultimo combattimento. Come pure sarà segno di speranza anche nel luogo della “purificazione” che prepara l’incontro eterno con l’Amore, fino a che non “siamo introdotti nel cielo”.




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