Comunità Laiche Marianiste (CLM)

 

Sacerdoti e Laici


Oggi siamo entrati nel terzo millennio con problemi che colpiscono l’uomo dal di dentro, distruggendo la sua identità e dignità spesso senza accorgersene, coinvolti in un vortice di una società di consumismo e relativismo dilagante, dove ai valori della vita e dell’amore è subentrata una cultura di morte (es. pensiamo solo agli aborti, ecc), un mondo dove domina l’ignoranza della fede, l’indifferenza religiosa, ecc. Siamo in un momento storico per certi versi simile al periodo vissuto dal nostro fondatore p. Chaminade in Francia nel 19°secolo.

Il punto di partenza per rispondere alle nuove urgenze apostoliche è la MISSIONE (sempre in comunione con la Chiesa) e come diceva P. Chaminade: “siamo tutti missionari, a ciascuno di noi la santa Vergine ha affidato un compito che ci impegna a lavorare per la salvezza dei nostri fratelli nel mondo”.


Il figlio di Dio, Gesù Cristo è venuto nel mondo per una “missione”: distruggere le opere del maligno… e salvare gli uomini.

Lo stesso Gesù dopo la sua vita pubblica ha mandato gli apostoli in “missione” ad annunciare il Vangelo in tutta la Terra a tutti i popoli. Gesù ha donato e dona continuamente ad ogni uomo dei carismi come si evince nella lettera di S.Paolo “… (1 lett. ai Corinzi).

Ognuno di noi deve sviluppare i propri e metterli a disposizione del prossimo per il bene comune.


San Pietro scrive: … voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa… un tempo eravate esclusi dalla misericordia, ora invece avete ottenuto misericordia. (1Pt 1,22-2,10).


Noi laici marianisti siamo consapevoli del nostro sacerdozio? Abbiamo chiaro l’obiettivo ed il senso della nostra vita?


Tutti abbiamo una radice comune, sia i sacerdoti che noi fedeli laici:

il Battesimo che ci dà la nostra vera identità: siamo tutti figli di Dio.


CARTA D’IDENTITA’ DEL PRETE:

il prete deve rappresentare la figura del Buon Pastore:


1. Eucaristia.

L’eucaristia è l’anima della Chiesa, il cuore della Chiesa, la sorgente divina dell’Amore e della Misericordia dalla quale attingiamo permanentemente la grazia e la forza per la vita. È il sacramento che ci unisce a Dio e ci congiunge reciprocamente nella comunità della Chiesa.

Il sacerdote deve mettere la s.messa al primo posto, deve fare e promuovere l’adorazione al Santissimo Sacramento dell’altare.


2. La riconciliazione, il sacramento della Misericordia

Questo è il sacramento dell’amore misericordioso e della vera tenerezza di Dio. È il sacramento della luce, il sacramento nel quale Gesù penetra con il suo sguardo nella profondità del nostro cuore per illuminarci, per trasformarci. E’ la nostra risurrezione. “alzati e cammina”!... Lazzaro vieni fuori!...

Come diceva san Leopoldo Mandic: Gesù è medico e medicina della nostra anima.

Il sacerdote in confessionale è Gesù, è il nostro medico. Questo potere è dato da Gesù ai sacerdoti attraverso la Chiesa.


3. Evangelizzazione e guarigione

L’annuncio per il sacerdote è fondamentale ed è nutrito dall’ascolto della parola di Dio. Come qualcuno ha detto: “La Sacra Scrittura è una farmacia con tutti i farmaci di cui abbiamo bisogno per le nostre malattie”. Il sacerdote dev’essere come il profeta Samuele che disse:”parla Signore, che il tuo servo ti ascolta!”. Samuele non permise che neanche una parola di Dio andasse a vuoto, ogni parola penetrò nel suo cuore. La Bibbia non è un libro, è una persona viva. Il sacerdote deve crescere quotidianamente nella sapienza della Parola di Dio, deve crescere nella preghiera (motore di crescita), nella conformità a Cristo.


Nel nostro tempo e soprattutto nel nostro paese sempre più frequentemente il parroco è troppo preoccupato di seguire le diverse attività della parrocchia, corre sempre in modo spesso frenetico come un imprenditore, dimenticandosi o trascurando la missione affidatagli da Gesù stesso.


Tutti i preti devono riscoprire la forza della loro IDENTITA’ SACERDOTALE, rivalutare e credere ciecamente al potere che Gesù stesso attraverso la Chiesa ha donato. Gesù stesso ha mandato i propri sacerdoti ad annunciare la buona novella e guarire ogni tipo di infermità, scacciare i demoni, …


Noi laici CLM crediamo che il sacerdote ha tutti i poteri conferitogli da Gesù attraverso la Chiesa?
Quanto aiutiamo i nostri preti nel vivere la loro identità sacerdotale?


LA PARROCCHIA: come diceva Paolo VI, “crediamo semplicemente che questa antica e venerata struttura della parrocchia ha una missione indispensabile e di grande attualità; ad essa spetta creare la prima comunità del popolo cristiano, ad essa iniziare e raccogliere il popolo nell’espressione della vita liturgica, ad essa conservare e ravvivare la fede nella gente d’oggi; ad essa fornire la scuola della dottrina salvatrice di cristo; ad essa praticare nel sentimento e nell’opera l’umile carità delle opere buone e fraterne.


Noi laici CLM, crediamo nel valore della parrocchia? Ci sentiamo parte viva di essa oppure no?


CARTA IDENTITA’ DEL FEDELE LAICO


San Pietro scrive nella prima lettera: …”Siete PIETRE VIVE”. A fondamento di tutto sta la fede come scelta di Cristo e adesione a Lui, pietra viva, che rende gli stessi credenti pietre vive.


Siamo chiamati a diventare il popolo della lode. Le meravigliose opere di Dio vanno vissute, proclamate, testimoniate. Vissute nella conversione, nel passaggio da un mondo di tenebra alla luce; testimoniate da un’esistenza santa; proclamate attraverso l’annuncio. Fondamentale il compito missionario della comunità che non è quello di esibire se stessa, ma di proclamare le meraviglie di Dio. Solo così essa è davvero il popolo di Dio.


L’esortazione Evangelii nuntiandi di papa Paolo VI ricorda che il campo proprio dell’attività evangelizzatrice dei fedeli laici, è il mondo vasto e complicato della politica, della realtà sociale, dell’economia: così pure della cultura, delle scienze e delle arti, della vita internazionale, degli strumenti di comunicazione sociale; ed anche altre realtà aperte all’evangelizzazione, quali l’amore, la famiglia, educazione dei bambini e degli adolescenti, il lavoro professionale, la sofferenza. Più ci saranno laici penetrati di spirito evangelico, responsabili di queste realtà ed esplicitamente impegnate in esse, competenti nel promuoverle e consapevoli di dover sviluppare tutta la loro capacità cristiana spesso tenuta nascosta e soffocata, tanto più queste realtà, senza nulla perdere né sacrificare del loro coefficiente umano, ma manifestando una dimensione trascendente spesso sconosciuta, si troveranno al servizio dell’edificazione del Regno di Dio, e quindi della salvezza in Gesù Cristo.

Riflette molto lo spirito di padre Chaminade ed il documento di Nairobi.


Noi appartenenti alle CLM siamo consapevoli della nostra missione ricevuta con il battesimo, di cui dobbiamo sempre più prendere coscienza e maturarla?
Siamo entusiasti di essere dei missionari sotto la guida di Maria? Siamo approdati alla famiglia marianista per caso o riteniamo di essere stati scelti o chiamati?
Come intendiamo e/o sentiamo l’esigenza nella nostra vita di collaborare alla vita della Chiesa e alla sua missione evangelizzatrice?


Oggi a noi sembra che la maggior parte dei cristiani non si sente inviata da Gesù, non ha consapevolezza di essere parte di un popolo sacerdotale perché:

a. manca la conoscenza del messaggio cristiano e un vero cammino di formazione;

b. Gesù non è sentito come una persona viva (via verità e vita);

c. Il Vangelo non è accolto come buona novella (Dio mi ama);

d. Mancano spesso esperienze vive che aiutino a realizzare e vivere l’incontro con Gesù;

e. La religione è vista come un insieme di pratiche e riti da compiere anziché un incontro da vivere;

f. La religione è più vista come un insieme di proibizioni anziché promozione e fonte di gioia (es. modo errato di capire i comandamenti, ecc.);

g. La fede da molti è stata accolta più per tradizione che per convinzione.


Noi laici delle CLM come possiamo essere e diventare testimoni attivi e contagiosi di Gesù nella nostre realtà in cui viviamo?

Noi laici marianisti siamo convinti del grande dono di grazia ricevuto di far parte delle CLM? Che importanza diamo alle nostre fraternità?


Cosa si potrebbe fare per superare questa situazione?

Senza pretendere di essere esaustivi indichiamo alcune esigenze…

a. approfondire la conoscenza della Parola di Dio, molto poco conosciuta e ancor meno vissuta nel cuore come pane quotidiano e mezzo fondamentale per il discernimento;

b. Adorazione eucaristica, preghiera e sacramenti;

c. noi per primi essere esempio per gli altri con la testimonianza gioiosa e coerente del messaggio cristiano vissuto nella nostra vita, attraverso l’ accettazione, convinta di essere spesso dei segni di contraddizione nell’ambiente in cui si vive (a volte nella stessa famiglia, più spesso nell’ambiente del lavoro, degli amici…);

e. coinvolgere le persone in esperienze di solidarietà verso il prossimo (es. missione in Albania, ecc);

f. dare l’esempio di essere una comunità più viva in chiesa e nella vita (se uno entra in chiesa durante la celebrazione che impressione ha?)

Tutto questo sempre in alleanza con Maria.


Ognuno di noi come vive il proprio divenire un uomo/donna di fede?
Come collaboriamo o intendiamo collaborare con i sacerdoti nelle nostre comunità?
Che atteggiamento abbiamo nei loro confronti? Cosa ci aspettiamo da loro?


Per concludere:

La spiritualità marianista ci invita a collaborare con Maria nella sua missione di rendere Cristo presente nel mondo. Come membri delle CLM cerchiamo di imitare nella nostra vita, sia individualmente che comunitariamente, le virtù di Maria e le mettiamo al servizio della società in cui viviamo. L’identità marianista ci porta a testimoniare con insistenza e determinazione la nostra devozione mariana, che secondo il pensiero del Beato Chaminade, è “una devozione dinamica” che va al di là della ritualità e dell’emotività e ci spinge all’azione missionaria.

Per questa Alleanza con Maria, come membri delle CLM, condividiamo una identità e una missione comune, un modo di essere in comunità e un metodo per costruire comunità.


 

CONOSCERE – AMARE - SERVIRE

Conoscendo meglio Maria,
amando come lei ama,
accompagnandola fedelmente
nel suo servizio agli altri,
costruiamo un mondo migliore.
Se riusciamo in questo possiamo veramente
seguire quello che Maria ci dice:

Fate quello che vi dirà.

FRATERNITA’ MADRE DELLA MISERICORDIA
Scaldaferro - VI

 

 

 


Previous page: Castelletto